Risultati promettenti per la terapia CAR-T anti-CD7 nel trattamento del linfoma periferico a cellule T recidivante/refrattario all'ASH 2024

In occasione del 66° congresso annuale dell'American Society of Hematology (ASH) 2024, svoltosi dal 7 al 10 dicembre a San Diego, il Prof. Lu Peihua dell'ospedale Lu Daopei ha presentato uno studio clinico di fase I sulla terapia con cellule T con recettore chimerico per l'antigene (CAR-T) mirata al CD7 per il trattamento del carcinoma periferico recidivante/refrattario. Linfoma a cellule T (R/R PTCL). Si tratta di una svolta significativa nel trattamento delle neoplasie a cellule T, dove le opzioni terapeutiche disponibili sono state limitate e generalmente meno efficaci.
Il linfoma a cellule T periferiche recidivante/refrattario (R/R PTCL) è noto per la sua prognosi sfavorevole, soprattutto nei pazienti sottoposti a molteplici linee di trattamento, incluso il trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche (allo-HSCT). Nonostante ciò, la terapia con cellule CAR-T anti-CD7, in particolare la terapia con cellule NS7CAR-T sviluppata dal team del Prof. Lu, ha mostrato risultati incoraggianti nel trattamento di pazienti con R/R PTCL CD7-positivo. In questo studio, un totale di cinque pazienti, di età compresa tra 39 e 60 anni, con stadi avanzati di R/R PTCL sono stati arruolati tra aprile 2021 e novembre 2023. Questi pazienti erano stati sottoposti in media a sei linee di trattamento precedenti, incluso un caso con una storia di trapianto autologo di cellule staminali.
I risultati sono stati promettenti: con un follow-up mediano di 234 giorni, il 60% dei pazienti ha raggiunto la remissione completa (RC) e un paziente ha raggiunto la remissione parziale (RP). È importante sottolineare che la terapia ha dimostrato un elevato grado di proliferazione e persistenza delle cellule CAR-T nei pazienti, con un livello massimo mediano di cellule CAR-T che ha raggiunto un'efficienza del 93,5%. In particolare, non si sono verificati effetti avversi significativi come neurotossicità e la sindrome da rilascio di citochine (CRS) è risultata lieve, con un solo paziente che ha manifestato CRS di grado II. Il profilo di sicurezza è stato gestibile, senza tossicità gravi osservate.
La ricerca del Prof. Lu evidenzia il potenziale della terapia CAR-T anti-CD7 come svolta nel trattamento delle neoplasie a cellule T, in particolare nei pazienti che hanno poche o nessuna opzione terapeutica residua. Oltre ai risultati positivi nel linfoma a cellule T periferiche (PTCL), il team del Prof. Lu ha precedentemente ottenuto un'efficacia eccezionale nel trattamento della leucemia linfoblastica acuta a cellule T (T-ALL) e del linfoma linfoblastico a cellule T (T-LBL), con un tasso di remissione completa di quasi il 95% in una coorte di 60 pazienti. Visti questi risultati, il team sta ora estendendo la propria ricerca ad altre neoplasie ematologiche come la leucemia mieloide acuta (LMA), con i primi dati che mostrano un promettente tasso di remissione completa del 70% nei pazienti con LMA CD7-positiva.
Nonostante questi risultati positivi, il Prof. Lu sottolinea l'importanza di combinare la terapia con cellule CAR-T CD7 con il trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche (allo-HSCT) per migliorare gli esiti a lungo termine. L'eterogeneità delle neoplasie a cellule T richiede una strategia terapeutica completa per aumentare le probabilità di remissione duratura e di potenziale guarigione. Il team continua a perfezionare il proprio approccio e ad ampliare le indicazioni terapeutiche per la terapia con cellule CAR-T CD7.
Il lavoro pionieristico del Prof. Lu, che ha già trattato oltre 300 pazienti con la terapia CAR-T anti-CD7, rappresenta un importante passo avanti nel trattamento delle neoplasie a cellule T. In futuro, il team si impegnerà a proseguire con ulteriori studi clinici e a perfezionare le tecniche di terapia con cellule CAR-T, al fine di garantire che un numero sempre maggiore di pazienti possa beneficiare di questo approccio innovativo.
Questo promettente studio di Fase I presentato all'ASH 2024 sottolinea il potenziale della terapia con cellule CAR-T anti-CD7 come nuova frontiera nell'oncologia ematologica, offrendo speranza ai pazienti affetti da patologie precedentemente incurabili.










